La Madonna delle Lacrime di Siracusa

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La Madonna delle Lacrime di Siracusa

Oggi giovedì 29 agosto 2019 la ricorrenza

LA MADONNA DELLE LACRIME DI SIRACUSA, OGGI FESTEGGIATA: LA PREGHIERA, IL MIRACOLO DELLE LACRIME, LE FOTO, TUTTI I PARTICOLARI SULLA LACRIMAZIONE RICONOSCIUTA DALLA CHIESA.

Cari amici,
         come anticipato nel post precedente sulle ricorrenze di oggi, giovedì 29 agosto 2019, vediamo di ripercorrere la storia della Madonna delle Lacrime dal primo momento della manifestazione del miracolo ad oggi, con una apposita ricerca fotografica dal nostro archivio.

Nelle 8 foto: Paolo Brosio a Siracusa mostra la Madonna delle Lacrime, il reliquiario portato nella Grotta a Lourdes, il Santuario a Siracusa, i coniugi che hanno visto il miracolo con la loro statuetta miracolosa, la supplica alla Madonna delle Lacrime ed il santino.

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L'EVENTO MIRACOLOSO
La lacrimazione della Vergine da un quadro di gesso, avvenuta nell’agosto del 1953 nella città siciliana, fu vagliata scientificamente e giudicata inspiegabile da una commissione presieduta da un ateo. La Chiesa riconobbe la prodigiosità dell’evento in breve tempo e nel 1994 San Giovanni Paolo II consacrò il Santuario meta ogni anno di milioni di pellegrini. 

Lungo i secoli del Cristianesimo, Maria è apparsa varie volte, di tanto in tanto, quasi ad accompagnare l’umanità, che gli fu affidata da Gesù sulla Croce, nel cammino faticoso della vita di ognuno e delle Nazioni.
Iniziamo dalle apparizioni più conosciute per arrivare alla manifestazione della Vergine Santissima a Siracusa.

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LE APPARIZIONI PIU' CONOSCIUTE
Le apparizioni più conosciute e riconosciute dalla Chiesa, sono quella di Guadalupe in Messico all’indio Juan Diego nel 1548; quella del 1830 a Parigi, alla suora Figlia della Carità s. Caterina Labouré; quella di La Salette in Francia nel settembre 1846, ai due pastorelli Maximin Giraud e Mélanie Calvat; quella di Lourdes nel 1858 all’umile Bernadetta Soubirous, quella di Castelpetroso (Isernia) nel 1888, alle due contadine Serafina e Bibiana; quella di Fatima nel 1917 a tre pastorelli Lucia Dos Santos, Giacinta e Francesco Marto. 
E man mano in tempi più vicini ed in attesa della conferma ufficiale della Chiesa, a Medjugorje in Bosnia dal 1981 a sei veggenti e la recente lacrimazione di una statuetta a Civitavecchia.
Fra tutte queste apparizioni e manifestazioni prodigiose, bisogna inserire la Lacrimazione della Madonna a Siracusa, avvenuta nel 1953. Non c’era ancora la televisione, ma la radio, i cinegiornali e la stampa, diedero molto risalto al prodigio miracoloso, diffondendolo in tutta Italia e nel mondo. 
Raccontiamo in breve ciò che accadde.

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QUANDO È AVVENUTO IL MIRACOLO?
Alla fine di agosto del 1953. Non c’era ancora la televisione, ma la radio, i cinegiornali e la stampa, diedero molto risalto al prodigio miracoloso, diffondendolo in tutta Italia e nel mondo.

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IL MIRACOLO DELLA LACRIMAZIONE
Due giovani coniugi, Angelo Iannuso e Antonina Lucia Giusti, sposatisi il 21 marzo del 1953, abitavano in una modesta casa in Via degli orti di S. Giorgio a Siracusa.
La signora Antonina era in attesa del primo bambino, ma la gravidanza però si presentava difficile, al punto che a volte le procurava l’abbassamento della vista; il 29 agosto verso le 3 di notte, quel disturbo si acuì a tal punto, da renderla completamente priva di vista.
Lo scoraggiamento fu totale, procurandole molta sofferenza, ma inaspettatamente verso le 8,30 del mattino, la vista tornò come prima e alzando lo sguardo verso il quadretto di gesso attaccato a capo del letto, incredula e meravigliata vide grosse lacrime scendere sul viso della Madonnina.
Immediatamente richiamò l’attenzione del marito gridando: “La Madonnina piange”. Come era da aspettarselo, la notizia si sparse velocemente in tutta Siracusa e da lì nel mondo, suscitando enorme scalpore; la casa dei coniugi Iannuso si trasformò in meta di pellegrinaggio, che le foto dell’epoca documentano, perché tutti volevano vedere la “Madonnina che piange”.

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LA STATUETTA, REGALO DI NOZZE
La statuetta-quadretto era un mezzo busto di gesso, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria ed era un regalo di nozze, ricevuto dai giovani sposi. La misteriosa lacrimazione si protrasse a più riprese dal 29 agosto al 1° settembre; l’atteggiamento della Chiesa in questo frangente, fu di opportuna prudenza; il parroco di allora don Giuseppe Bruno, con il permesso della Curia arcivescovile di Siracusa, si recò il 1° settembre verso le 11 in casa Iannuso, con alcuni dottori del Laboratorio di Igiene e Profilassi della Provincia.
Questi esperti, tra cui il dottor Michele Cassola, dichiaratamente ateo, e che in seguito presiederà la Commissione scientifica, una volta sul luogo, divennero testimoni oculari della lacrimazione; gli occhi di Maria si manifestarono gonfi di lacrime come di una persona presa da forte emozione, che presero a scendere rigando il delicato volto, andando a raccogliersi nel cavo della mano.

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L'ULTIMA LACRIMAZIONE E IL PRELIEVO
Anche se alcuni presenti riuscirono ad assorbire con del cotone qualche lacrima, come già nei giorni precedenti, i chimici con la loro provetta, riuscirono ugualmente a raccoglierne una parte di circa un centimetro cubo.
Dopo questo prelievo la Madonna non pianse più; quasi aspettasse questa raccolta ufficiale. Il quadro fu poi nei giorni seguenti sottoposto all’esame di una Commissione scientifica, che ne diede un’ampia relazione; riportiamo solo alcuni punti salienti.

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L'ANALISI E LA RELAZIONE
La parte di apparente maiolica dell’effige della Vergine, fu staccata dal vetro nero di supporto e si poté constatare che era costituita da uno spessore di gesso da 1 a 2 cm circa e che al momento dell’esame era completamente asciutta; poi il liquido raccolto venne sottoposto ad una serie di analisi chimico-fisico-biologiche, che confrontate con il secreto lacrimale di un adulto e di un bambino di due anni e sette mesi, facevano riscontrare la stessa composizione e le stesse sostanze escretorie del tipo di lacrime umane; la relazione porta la firma dei componenti e dello stesso presidente della Commissione, dottor Cassola, il quale pur essendo ateo e non credente, non sapeva spiegarsi scientificamente il fenomeno; la data è del 9 settembre 1953.

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DICHIARAZIONE DI AUTENTICITA'
DELLA LACRIMAZIONE
Dopo la pubblicazione di questo documento, tre mesi dopo, il 12 dicembre 1953, l’episcopato della Sicilia, unanimemente dichiarò autentica e senza dubbio la lacrimazione prodigiosa. Un anno dopo papa Pio XII, il 17 ottobre 1954 diffuse nel mondo un radiomessaggio, dicendo tra l’altro: “Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh, le lacrime di Maria!”. (Si era in pieno periodo della cortina di ferro sovietica e della Chiesa del silenzio, perseguitata).

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LA COSTRUZIONE DEL SANTUARIO
Il 19 settembre 1953, il quadro ripristinato nella sua interezza, fu sistemato in una stele di pietra bianca in Piazza Euripide; il grande culto sviluppatosi, fece accorrere negli anni milioni di fedeli e si rese necessario nel tempo la costruzione di un degno Santuario.
Il quadretto rimase a Piazza Euripide fino al 1968, quando fu spostato sull’altare della cripta dell’erigendo Santuario; qui rimase dal 1968 al 1987 e dal 1° maggio 1994 al 4 novembre 1994.
Il nuovo tempio fu iniziato nel 1989, magnifico nella struttura e alto circa 103 metri; l’ardita realizzazione è opera degli architetti francesi Andrault e Parat, la sua forma sembra indicare una lacrima caduta dal cielo; ha la capienza di 11.000 posti in piedi e 6.000 a sedere, con 16 cappelle; la cripta ha 18 ingressi e una capienza di 3.000 posti. 

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CONSACRAZIONE DEL SANTUARIO, "LA PRESENZA DELLA MADRE NEL MONDO"
Il santuario venne consacrato con solennità da papa Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994; dal suo discorso pronunciato in quell’occasione riportiamo: “….Le lacrime della Madonna appartengono all’ordine dei segni: esse testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo. Piange una madre quando vede i suoi figli minacciati da qualche male, spirituale o fisico”.

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LE LACRIME RACCOLTE ED ESPOSTE. IL DOTTOR CASSOLA E LA RICHIESTA IN PUNTO DI MORTE
Le lacrime sono state raccolte in un artistico e prezioso reliquiario, opera del prof. Biagio Poidimani di Siracusa, è a tre ripiani sovrapposti e alla base, ai quattro angoli, vi sono le statuine di s. Lucia, patrona di Siracusa, s. Marziano, primo vescovo della città e quelle dei santi apostoli Pietro e Paolo.
E questo reliquiario fu richiesto sul letto di morte nel 1973, dal dottor Cassola, il quale se lo strinse al petto e dopo un po’ singhiozzando, chiese un confessore, dicendo: “Prima, vedevo davanti a me come una muraglia invalicabile. Ora quella muraglia, grazie al pianto della Madonna, è crollata”.

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I MILIONI DI PELLEGRINI
Il nuovo santuario accoglie circa un milione di pellegrini all’anno, provenienti da tutto il mondo. Il prodigio miracoloso di Siracusa si distingue da tutti gli altri eventi eccezionali, che hanno visto la Madonna come protagonista e stimolatrice dell’umanità. 
Per prima cosa Ella non ha parlato, come del resto anche nelle apparizioni di Guadalupe e di Castelpetroso, ma in questo caso a Siracusa ha pianto, ma nessuna parola poteva superare l’eloquenza del suo silenzio unito al pianto.

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GUARIGIONI E CONVERSIONI
Le guarigioni fisiche ritenute straordinarie dalla Commissione medica, appositamente istituita, furono circa 300 (fino a metà novembre del 1953). In particolare le guarigioni di Anna Vassallo (tumore), di Enza Moncada (paralisi), di Giovanni Tarascio (paralisi).
Numerose sono state anche le guarigioni spirituali, ovvero le conversioni.

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CONSIDERAZIONI FINALI
Bisogna dire che le apparizioni della Madonna, non l’hanno vista mai ridere o sorridere allegra, ma sempre mesta, addolorata e a La Salette anche piangente, sempre in colloqui ed esortazioni a convertirsi, a non offendere più con il peccato e l’oltraggio il Cuore di suo Figlio; avvertendo dell’approssimarsi di sconvolgimenti mondiali e ideologici.
Ma se a Fatima, Lourdes, Parigi, La Salette, ha fatto conoscere il suo dolore e la sua esortazione al pentimento, attraverso veggenti e umili ragazzi; qui a Siracusa parlò con il suo pianto, a migliaia di persone e quasi a confermare il prodigio, affinché fosse creduto, si è sottoposta a fredde analisi scientifiche e da laboratorio, perché a differenza di tutte le altre visioni e apparizioni, il prodigio di Siracusa resta comprovato dalla scienza.
In un suo studio, il teologo Stefano De Fiores diceva nel 1978: “Maria piange per lanciare alla società, un ultimo monito a non rifiutare il regno di Dio e a non respingere ostinatamente i messaggi profetici dei suoi umili veggenti. Il suo è un pianto estremamente serio, saturo di tristi presagi, un richiamo a non respingere gli inviti divini, onde non incorrere nella rovina”.

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SUPPLICA ALLA MADONNA DELLE LACRIME
 
Madonna delle Lacrime,
abbiamo bisogno di Te:
della luce che si irradia dai Tuoi occhi,
del conforto che emana dal Tuo cuore,
della Pace di cui sei Regina.
Fiduciosi ti affidiamo le nostre necessità:
i nostri dolori perchè Tu li lenisca,
i nostri corpi perchè Tu li guarisca,
i nostri cuori perchè Tu li converta,
le nostre anime perchè Tu le guidi a salvezza.
Degnati, o Madre buona,
di unire le Tue lacrime alle nostre
affinché il Tuo divin Figlio
ci conceda la grazia…(esprimere una richiesta)
che con tanto ardore noi Ti chiediamo.
O Madre d’Amore,
di Dolore e di Misericordia,
abbia pietà di noi.
 
(Ettore Baranzini - Arcivescovo)

 

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FESTA DELLA MADONNA DELLA GUARDIA A CERANESI, GENOVA
 
Cari amici,
vediamo un'altra importante Festa di oggi dedicata alla Madonna e ad un bellissimo santuario: la Madonna della Guardia a Ceranesi, vicino Genova.
 
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IL PROGRAMMA DI OGGI
Sante Messe alle ore 7 - 8 - 9 - 16 - 17. Alle 10, alla Cappella dell’Apparizione: Messaggio alle Guardie del mondo. Memoria e Supplica. Processione e Messa pontificale in Basilica col Cardinale Arcivescovo.
Per chi è a lavoro: ore 18.30 S. Messa all’aperto presso Cappella Apparizione.
Ore 21: Ora di contemplazione: con canti e brani classici mariani.
 
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IL SANTUARIO
Il santuario di Nostra Signora della Guardia - conosciuto semplicemente come Santuario della Madonna della Guardia - è il più importante santuario mariano della Liguria e uno dei più importanti d'Italia.
 
Edificato sulla vetta del monte Figogna, a 804 m s.l.m., è situato nel territorio del comune di Ceranesi, a circa 20 km da Genova. Il santuario, retto attualmente da mons. Marco Granara, è così chiamato poiché il monte sul quale sorge, era nell'antichità un punto strategico per l'osservazione di navi o di eserciti nemici.
 
Sulla terrazza antistante il santuario è situato un punto panoramico dal quale, nelle giornate limpide, si può ammirare il panorama sulla sottostante città di Genova con un raggio che si apre sulle riviere di ponente e di levante.
 
Papa Benedetto XV elevò il santuario al rango di basilica minore.
 
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LA MADONNA APPARE AL PASTORE
Secondo un atto notarile datato 1530 e conservato presso l'archivio storico della curia arcivescovile di Genova e secondo la tradizione della val Polcevera, la Madonna apparve al pastore Benedetto Pareto il 29 agosto 1490 (secondo alcuni studiosi, però, è più probabile che l'evento risalga al 1487). La Vergine chiese a Pareto di far costruire una cappella sul monte.
 
Alcuni giorni dopo la Vergine guarì il pastore che era caduto da un albero ed era in gravissime condizioni. Questo avvenimento lo convinse a parlare delle visioni avute e a cercare aiuto per costruire la cappella.
 
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LA PRIMA CAPPELLA
Sempre secondo tradizione, la prima cappella fu costruita dallo stesso Pareto sul luogo dell'apparizione. È un piccolo edificio rettangolare sormontato da un tetto di legno.
 
Nel 1507 la cappella costruita da Benedetto Pareto fu affidata alla parrocchia di Livellato. All'interno in una nicchia si trova una statua di marmo della Madonna donata nel 1530. L'altare di marmo risale al 1632. Nel 1850 fu aggiunta anche la statua in marmo di Benedetto Pareto. La statua raffigurante don Orione in preghiera all'esterno della cappella dell'Apparizione è opera dello scultore luinese Pietro Zegna che opera a Milano.
 
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IL PRIMO SANTUARIO
Il crescente flusso di pellegrini portò alla costruzione del primo santuario avvenuta tra il 1528 e il 1530 grazie alle donazioni dei fedeli e dei nobili Ghersi. La chiesa fu subito dotata di campanile ed era affiancata da un ospizio per i pellegrini. I Pareto continuarono a mantenere la cura dell'edificio che era officiato inizialmente dal parroco di Livellato e poi da un preposto ad esso destinato.
 
Nel 1631 fu restaurato il coro che presentava problemi di stabilità; terminati questi lavori fu sostituita anche la statua della Madonna con una più grande oggi conservata nella cappella dell'apparizione. Tale statua rappresenta Maria senza il bambino Gesù in braccio.
 
Nel XVIII secolo furono effettuati vari restauri all'interno: l'altare maggiore (oggi conservato in sacrestia) fu sostituito da uno in stile barocco (oggi presso la chiesa di Santa Maria di Quezzi), fu ricostruito il pavimento in ardesia e marmo e furono affrescati il coro e il presbiterio.
 
Fino all'inizio dell’Ottocento era un santuario locale della Val Polcevera e di altri rioni di Genova. La sua importanza crebbe con la costruzione del nuovo santuario alla fine del XIX secolo, per l'incessante attività del rettore Malfatti, che resse il governo del santuario per cinquant'anni, nonché per la devozione personale del papa Benedetto XV, genovese.
 
In precedenza il santuario mariano più importante della Liguria era considerato quello dell'Acquasanta di Genova-Voltri o, dopo gli eventi del 1625, quello "della Vittoria" nei pressi del Passo dei Giovi, nel comune di Mignanego.
 
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IL NUOVO SANTUARIO
A metà ottocento si rese necessaria la costruzione di un nuovo santuario.
Venne redatto un primo progetto dall'architetto Maurizio Dufour, poi non portato a termine per i costi troppo elevati. Il 14 giugno 1857 l'arcivescovo di Genova Andrea Charvaz pose la prima pietra del nuovo edificio. I lavori procedettero a rilento fino al 1865 quando il sito scelto per la costruzione fu ritenuto non idoneo e quanto già costruito abbattuto.
 
Nel 1866 si scelse un nuovo progetto dell'ingegnere Luigi Bisi di Milano; fu necessario spianare parte della sommità del monte e il lavoro fu eseguito con l'opera gratuita dei fedeli della val Polcevera.
 
Le opere edili, che comportarono anche la demolizione della foresteria, iniziarono però soltanto nel 1878 grazie alla volontà del nuovo arcivescovo Salvatore Magnasco e all'opera degli abitanti della valle che, a turno, fornivano manodopera gratuita alla realizzazione della chiesa, che fu terminata nel 1889 e inaugurata il 26 maggio 1890.
Dallo stesso anno il santuario ha un suo rettore.
 
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STRUTTURA DELLA BASILICA
La basilica ottocentesca è stata progettata dall'ingegnere Guglielmo Calmieri. È una chiesa a croce latina a tre navate.
 
• L’interno del santuario
La navata centrale e la controfacciata sono decorate con affreschi di Antonio Giuseppe Santagata (1963) dedicati alla vita della Vergine. Gli affreschi della cupola, realizzati da Pasquale Arzuffi di Bergamo, rappresentano Maria circondata dai Santi protettori della Repubblica di Genova.
 
• Il tempietto con la statua della Madonna della Guardia
Dietro l'altare di marmo si trova un tempietto disegnato dal Richini con la statua della Madonna della Guardia, scolpita nel 1894 da Antonio Canepa; alla sinistra dell'edicola dell'altare maggiore, un crocefisso da processione nero.
 
Vi sono due cappelle laterali: una dedicata a san Giovanni Battista (con statua del Canepa) e l'altra a san Giuseppe, e due cappelle che partono dal transetto (con una statua quattrocentesca di sant'Eusebio in quella di sinistra). Nella seconda cappella di destra è collocato un altare dedicato alla santa Giovanna Beretta Molla, ornato con fiocchi rosa e celesti offerti al santuario da numerosi neo-genitori, che intendono così affidare i loro bambini alla protezione della Madonna della Guardia.
 
Dalla navata sinistra si accede alla sala degli ex voto. Qui i fedeli ogni giorno portano oggetti o messaggi di riconoscimento a Maria.
 
Negli anni seguenti il numero dei pellegrini che si recavano al santuario continuò a crescere. Nel 1903 la vecchia chiesa fu abbattuta per far posto alle strutture che ospiteranno il nuovo ospizio per il pellegrini e la foresteria.
 
L'11 marzo 1915 papa Benedetto XV, genovese, che tante volte, da giovane, aveva prestato al santuario il suo ministero, elevò la chiesa al titolo di basilica minore. In seguito, nel 1917, lo stesso papa fece costruire nei Giardini Vaticani un'edicola in cui fece porre la statua della stessa Madonna donatagli come riconoscenza dai genovesi.
 
Nel 1929 fu inaugurata un'innovativa guidovia per raggiungere il santuario. Dieci anni dopo, nel 1939, la sommità del monte Figogna venne spianata per consentire la costruzione dei nuovi servizi di ristorazione e accoglienza (la Casa del Pellegrino).
 
Nel 1963 ebbero inizio i lavori per la costruzione della nuova strada carrabile che sarà asfaltata l'anno seguente. A seguito dell'apertura della strada nel 1967 sarà chiusa la guidovia ritenuta antieconomica, anche a seguito della scadenza della concessione demaniale.
 
Nel 1969, per decreto del cardinale Giuseppe Siri, il santuario divenne parrocchia autonoma.
 
Il 22 settembre 1985 il santuario fu visitato da papa Giovanni Paolo II.
 
Nel 1990 fu celebrato il cinquecentenario con manifestazioni che coinvolsero tutta la diocesi; e Giovanni Paolo II tornò a Genova per affidare la città di Genova alla Madonna della Guardia.
 
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RITOCCHI RECENTI E VISITE PAPALI
Importanti interventi di adeguamento delle strutture, in vista dell'accoglienza dei pellegrini, sono stati effettuati negli anni di preparazione al giubileo del 2000.
 
Il 22 maggio 2007 il Santuario ha ospitato l'arrivo della 10ª tappa del 90º Giro d'Italia di ciclismo che ha visto la vittoria dell'italiano Leonardo Piepoli
 
La notte tra il 17 e il 18 maggio 2008 il santuario ha ospitato per il pernottamento papa Benedetto XVI durante la sua visita pastorale a Genova. Nell'occasione il papa ha portato in dono la Rosa d'Oro, importante riconoscimento pontificio, ponendola ai piedi della Vergine, durante una visita privata al santuario stesso.
 
Papa Francesco nel corso della sua visita a Genova del 27 maggio 2017 ha visitato il santuario, dove ha incontrato i gruppi giovanili della diocesi di Genova ed ha pranzato con un gruppo di poveri, detenuti e rifugiati.
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