I commenti di Brosio

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I commenti di Brosio

Su Fede e Coronavirus, Chiesa e acqua santa

SULLA PAGINA FACEBOOK UFFICIALE DI PAOLO BROSIO
QUOTIDIANAMENTE I COMMENTI DI PAOLO

SULLE QUESTIONI INERENTI CHIESA, FEDE E CORONAVIRUS.
CON I COMMENTI, GLI ARTICOLI, I VIDEO, LE INTERVISTE ED IL RACCONTO DI STORIE COMMUOVENTI, TIPO L'ULTIMA RIPORTATA IERI SABATO 14 MARZO 2020,
DEL SACERDOTE DI CREMONA IN PRIMA LINEA PER AIUTARE E CONFORTARE I MALATI DA CORONAVIRUS.

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"QUATTRO GATTI IN CHIESA, LASCIATECI PREGARE":

SUL QUOTIDIANO LIBERO DI OGGI. IL COMMENTO DI PAOLO
 
Cari amici,
Lunedì scorso 2 marzo abbiamo replicato al quotidiano Libero che definiva minchiate (N.d.r. il giornalista Gianluca Veneziani) la Fede nell’acqua benedetta, la Fede nell’Eucaristia, la Fede nelle chiese aperte in tempo di Coronavirus. Non solo, ho protestato vivacemente perché l’ostia va data nella bocca dei fedeli, ho protestato contro i divieti di alcuni vescovi che magari ci fanno trovare la porta sbarrata del santuario, i confessionali vuoti, le acquasantiere prive di acqua benedetta e poi, come in Francia, chiudono persino le piscine dell’acqua miracolosa della Madonna a Lourdes.
 
Oggi vedo un articolo in prima pagina dello scrittore cattolico Renato Farina, che stimo molto, che firma un articolo dal titolo “Quattro gatti in chiesa, lasciateci pregare non siamo contagiosi”. 
Mentre attendo che pubblichino la mia replica allo scandaloso articolo di Veneziani, dove mi si offende in prima persona di delirio mistico, perché mi scaglio contro chiese chiuse, mancanza di acqua benedetta, confessioni e comunioni sulla mano, etc. etc., prendo atto, ad oggi, che (anche se ancora non è stata pubblicata la mia doverosa replica, alla quale ogni persona ha diritto in una democrazia) questo articolo di Farina rispecchia proprio le mie idee, con buona pace del redattore Veneziani che invece dileggia e prende per i fondelli chi ha Fede viva e crede nell’azione salvifica dello Spirito Santo.
 
Come vedete ci vuole sempre qualcuno che dà la prima spallata al portone del razionalismo e dell’ateismo dilagante, oppure della presunzione e dell’arroganza di giudicare delirante chi ha Fede viva.
 
ECCO A FIANCO L'ARTICOLO IN QUESTIONE DI
GIOVEDÌ 5 MARZO 2020,
SUL QUOTIDIANO LIBERO
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IL COMMENTO DI PAOLO ALL'ARTICOLO SU "IL GIORNALE":
«ECCO PERCHÈ LE CHIESE NON DOVEVANO ESSERE CHIUSE»

     Cari amici, 
                     finalmente un’altra voce forte ed autorevole che invita la Chiesa ad essere aperta e disponibile nei confronti dei fedeli e di chi vuole pregare per chiedere aiuto a Dio, in un momento così difficile come questo dell’epidemia o, come si può ormai parlare, della pandemia del Coronavirus (è di oggi la notizia che la Germania parla chiaramente di pandemia mondiale).

Il quotidiano Il Giornale pubblica un’intervista molto interessante al professore De Mattei che invita sacerdoti e vescovi ad aprire non solo le chiese ma anche il cuore a tutti coloro che chiedono di pregare, di partecipare alla Santa Messa e di presentarsi in ginocchio davanti a Dio durante la celebrazione Eucaristica. Tutto quello che sto dicendo ormai da tempo. Ringrazio Il Giornale, il suo direttore Alessandro Sallusti, per questa sensibilità dimostrata nei confronti di un argomento che sta a cuore a milioni di fedeli.

Condivido in pieno, come ho già detto per primo una settimana fa, che è del tutto inutile togliere l’acqua benedetta dalle acquasantiere, perché l’acqua esprime la potenza dello Spirito Santo, che è pura energia spirituale vivificatrice.
Io personalmente mi lavo le mani dieci volte al giorno, con sapone antibatterico e con il gel Amuchina. Però quando vedo l’acqua santa metto le mani dentro e mi faccio un bel segno della Croce, perché ho fede. E con la fede nel cuore non ho paura di nulla.

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PAOLO REPLICA ALL’ARTICOLO USCITO IERI
SUL QUOTIDIANO LIBERO

Ecco la replica di Paolo Brosio all’articolo pubblicato ieri dal quotidiano Libero, il giornale diretto da Vittorio Feltri.

DA: PAOLO BROSIO
A: VITTORIO FELTRI, DIRETTORE DEL QUOTIDIANO LIBERO

Caro Direttore,
                    ieri mattina ho letto il quotidiano Libero e sono rimasto stupito per il contenuto dell’articolo a pagina 8: “Follie infettive. Dall’acqua santa curativa al morbo anti traffico, tutte le scemenze dei vip”.
Vedo campeggiare la mia foto e vado a leggere il testo a firma Gianluca Veneziani.
Si chiude l’articolo dicendo che tutte queste dichiarazioni sono minchiate, quindi comprese le mie. Perché? Le mie parole sarebbero state diffuse in preda ad allucinazioni miracolistiche e per giunta in pieno delirio mistico. Dica pure al suo giornalista Veneziani che sono pienamente cosciente e capace di intendere e di volere. Oggi posso disquisire di tanti argomenti, accettare critiche ma non posso non difendere i valori cristiani. 

Caro direttore si può essere liberamente laici e non credenti perché ognuno può fare cosa cavolo vuole nella vita, tuttavia la professione giornalistica, svolta in un giornale nazionale come il tuo, non può rinunciare alla conoscenza e a un minimo di cultura di una religione che conta nel mondo un miliardo e duecento milioni di cristiani. Dunque, i casi sono due: o Veneziani è ignorante riguardo alle nozioni più elementari del Cristianesimo, oppure è lui in pieno delirio di onnipotenza e arroganza, ritenendo di dover disprezzare l’importanza dei sacramenti della Chiesa Cattolica Apostolica e della potenza della benedizione dello Spirito Santo presente nell’acqua benedetta e nell’Eucaristia. Questa acqua non viene utilizzata per sciacquarsi le mani ma per chiedere con Fede a Dio, facendosi il segno della Croce, protezione del corpo e dell’anima. Lo Spirito Santo ha forza salvifica. Cristo ha vinto la morte ed è risorto per la potenza dello Spirito Santo. Duemila anni dopo è vivo e ci guarda dalla finestra del Cielo scuotendo la testa per la poca Fede che manca in questo pianeta, ahimè anche in una parte sempre più consistente della Chiesa di oggi che prende decisioni dettate dalla ragione e dalla convenienza politica ed economica e non fa più scelte dettate dal cuore e dallo Spirito originario del Vangelo e dei primi Cenacoli.

La vera Fede si vede quando c’è una prova o una difficoltà da superare. Quindi Chiesa aperta sempre. Mi sembra infatti che una Chiesa aperta non sia un problema per nessuno, neanche per gli atei o gli agnostici: chi ha Fede viva ci va, a chi non gliene frega niente se ne va in palestra, al cinema o a lavorare in ufficio. Eppure ci sono vescovi che decidono in questo periodo di togliere dall’acquasantiera l’acqua benedetta, di non consentire ai parroci di dare l’Ostia in bocca ai fedeli. E questo per quale motivo? Per combattere il virus? Ma il virus lo combatte la scelta medica e Dio quando ci si affida a Lui. Non le scelte intrise di razionalismo e di poca Fede viva.

Per la Chiesa il vero problema è stato il periodo post sessantotto quando nei seminari sono entrati seminaristi-studenti di ispirazione progressista-comunista di cui una parte, oggi, è rappresentata da sacerdoti, anche da vescovi e persino da preti-docenti alle facoltà teologiche più importanti d’italia. 

Un esempio? A Firenze alla Facoltà Teologica del Centro-Nord un esimio biblista di ispirazione chiaramente imbevuta da cultura marxista, ha detto ai suoi allievi che il dono delle lingue dello Spirito Santo, indicato da San Paolo non è altro che un fenomeno di isteria collettiva. 
Il rischio oggi è questo. Che la Chiesa Cattolica divenga una Chiesa Protestante perché si finisce per trasformare in una barzelletta perfino la potente Consacrazione Eucaristica dove avviene il fenomeno cosiddetto della transustanziazione, cioè il pane ed il vino si trasformano nel corpo di Cristo. Anche qua tutte fantasie, tutte scemenze. Eppure Cristo per queste scemenze è morto in croce per la nostra salvezza.

Poveri noi! Si dissacra il Vangelo, la Fede si fa razionale e quando si dice che la Madonna ha partorito vergine Gesù Cristo si sogghigna. Però la guarigione del cuore e la guarigione fisica con la preghiera e con i sacramenti della Chiesa Cristiana Cattolica è provata anche da commissioni medico-scientifiche nei più grandi santuari del mondo, attraverso migliaia di casi di guarigioni inspiegabili approvati non solo dalla scienza ma anche dalla Chiesa che li ha qualificati come miracoli.

Quindi se dico che una chiesa non può stare chiusa, che non si può togliere l’acqua benedetta dall’acquasantiera, se dico che l’Eucaristia deve essere somministrata ai fedeli in ogni caso nella bocca e non nelle mani, sono certo che questo non può essere un problema ma che, al contrario, è un aiuto che ci viene dal Cielo: per Fede e per le opere di carità fatte con il cuore Dio salva.
La benedizione di un prete santo ci protegge da ogni male se accolta con cuore sincero e non per un mero fatto scaramantico. Non lo dico io, lo dice la Bibbia, il Vangelo ed il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Per cui Veneziani ha poco da prendere per i fondelli, perché lo Spirito Santo non è una scemenza, ma la scemenza arriva direttamente da lui che ha scritto queste cose. E questo lo dico non per difendere me dalle allucinazioni o dal delirio mistico, ma per proteggere dalla dissacrazione continua i valori cristiani che sono ben più importanti di un articolo che mette sullo stesso piano questi valori con le mascherine antivirus con il pizzo.

E quando la Fede si fa più razionale e meno viva, i vescovi ed i preti prendono decisioni da dirigenti di azienda e da commercianti che aprono e chiudono le fabbriche e tirano su o abbassano la saracinesca del negozio.
Papa Francesco in piazza San Pietro, pochi giorni fa, ha abbracciato i pellegrini con la mascherina, perché se noi crediamo in Dio Lui ci aiuta, ma se noi lo escludiamo dalla nostra vita, Dio, che ci ama così tanto, ci ha concesso il libero arbitrio e quindi si mette da parte e non può fare più nulla per proteggerci, perché rispetta la nostra volontà. La Chiesa ha le chiavi di salvezza ma se chiude le Chiese non salva se stessa e neppure noi.

Oggi l’uomo ha preso il posto di Dio e la Croce di Cristo, per conseguenza, è stata messa fuori da tutti i luoghi delle istituzioni, della cultura, fuori dai tribunali, fuori dal mondo accademico e scientifico, fuori dal Parlamento, fuori dai governi regionali, fuori dalle scuole dove un prete non può più neanche fare una benedizione nel giorno di Pasqua e nemmeno il presepe si può realizzare o parlare della festività cristiana del Natale nelle aule delle scuole, se no una parte del collegio dei docenti di sinistra si innervosisce. Oppure, come è successo in Emilia Romagna recentemente, quando il sindaco di un Comune ha deciso di velare un crocifisso dentro un cimitero perché se no i parenti atei di un defunto si sarebbero inorriditi.

E così di questo passo si finisce, nel silenzio più totale della Chiesa, per legittimare altre cose ancor più gravi: l’aborto come un diritto, mentre invece è un omicidio, l’eutanasia come una liberazione e invece è un altro delitto.
Si fa a meno di Dio anche per la famiglia naturale che oggi viene sostituita da altri tipi di famiglie che non possono generare la vita se non attraverso abomini disgustosi come l’utero in affitto.

La famiglia cristiana è devastata da divorzi, separazioni e da convivenze di fatto. Tali per cui ci si ritrova ad avere figli orfani con genitori viventi ma completamente assenti nella loro educazione. Molti dei nostri giovani sono allo sbando perché figli di una società che prima della crisi da virus, o da Coronavirus, e prima ancora di una crisi finanziaria, economica o politica, sono figli di una crisi del cuore, cioè di una totale mancanza di valori morali e di educazione alle radici cristiane. 

C’è infatti una totale ignoranza della nostra storia e del nostro passato, di chi è venuto molto prima di noi.
Come se dovessimo ignorare Alessandro Manzoni ed I Promessi Sposi perché tutto il filo narrativo è guidato dal concetto di Divina Provvidenza rimessa nelle mani dell’Eterno Padre.

Un abbraccio, Paolo 

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QUESTO INVECE È L’ARTICOLO USCITO SU LIBERO DI DOMENICA 1 MARZO 2020:

FOLLIE INFETTIVE
Dall’acqua santa curativa
al morbo anti-traffico.
Tutte le scemenze dei vip.

La Canalis si lamenta per la mascherina poco chic, mentre la Chiatti crede di immunizzarsi coprendosi con la sciarpa. La fede di Brosio: «Nelle chiese è impossibile ammalarsi».

È una specie di bestiario vip, di stupidario delle frasi più inopportune, insulse ed offensive quello che stiamo compilando. Una denuncia dell’epidemia di idiozie che prolifera sui social: chiamiamolo vipus, visto che colpisce i vip. Contro quest’infezione il nostro articolo vuole essere un tentativo di cura, e insieme un vaccino. 
Questa “piaga” aveva preso forma di discriminazione, forse ironica ma di cattivo gusto, in Gigi Buffon che, avvicinato da un ragazzo cinese per un autografo, gli diceva: «Hai il Corona eh, ti guardo!». E ancora: «Di dove cazzo sei? Di Wuhan?», tra le risate dei presenti. Discriminazione che si trasformava in disprezzo verso il volgo nelle parole della scrittrice Michela Murgia. Intervistata dalla Bignardi, esultava per aver fatto un viaggio comodissimo Roma-Milano: «Ho viaggiato in un aereo semi vuoto, sono arrivata in una città senza traffico. Può durare un altro po’ questo virus? Se il risultato è la vivibilità delle strade, ci metterei la firma», diceva, con tanti saluti a chi, per colpa del morbo, è morto. Ma alla Murgia non interessa: a suo giudizio, il vero virus è la plebe che intasa strade e mezzi pubblici. Un ceppo simile di questa “malattia” ha colpito un’attrice d’Oltreoceano giunta in Italia per girare un film: Eva Longoria, la casalinga disperata della serie tv, si è fatta prendere dalla discriminazione antisettentrionali. Per rassicurare i fan, ha postato un video su Instagram: «Grazie per le vostre preoccupazioni, ma non sono vicino al Nord. Il coronavirus è nel Nord Italia, qui siamo più lontani». Della serie: il Settentrione è un lazzaretto, fortuna che ne sto a debita distanza.

In altri il virus-vip attecchisce sotto forma di narcisismo. Alba Parietti tiene a mostrarsi su Instagram con naso e bocca coperti e a far sapere che «anche in momenti tragici ci vuole un po’ di eleganza». Perché lei ha stile anche nella scelta della mascherina... E poi, fingendo- si esperta, invita tutti a indossarla: «La mascherina serve solo a non infettare? Bene, io che spero di essere sana evito ogni rischio di contagio agli altri». E questo sebbene gli esperti, quelli veri, dicano che la mascherina serve solo ai contagiati e a chi è a contatto con loro.
In ogni caso è l’aspetto estetico a prevalere. Elisabetta Canalis, in partenza per il Giappone, si duole di non avere un filtro naso-bocca alla moda: «La peggior mascherina in commercio ce l’ho io», scrive contrariata. Stesse lagnanze avanzate dalla fashion blogger Giulia De Lellis: «Quelle carine (cioè le mascherine, ndr) erano finite. Ma meglio queste di niente!». Poi ci sono i contagiati dal luogo comune “come ci siamo ridotti, noi vip”. Belén Rodriguez posta un video in cui, mascherina al volto, pronuncia afflitta: «Guarda che fine abbiamo fatto!». Mentre Serena Enardu, la (ex) fidanzata del cantante Pago, assicura di usare la protezione sul volto perché «non voglio stressarmi». La famosa funzione anti-stress della mascherina.

In alcuni casi il virus si diffonde sotto forma di allucinazioni miracolistiche. È il caso di Paolo Brosio che, in preda a delirio mistico, pronuncia in tv: «Torniamo a pregare, l’acqua santa non diffonde il coronavirus». Rimedi efficaci quanto quelli di Laura Chiatti che pubblica una foto in cui si copre con uno sciarpone per difendersi dal virus. Altro che mascherine... Nella sua forma più intensa il morbo della cialtroneria colpisce una concorrente del Gf Vip, la modella Sara Soldati, che entrata nella Casa rende edotti gli altri reclusi della situazione fuori. Sparando cifre a caso: «Il 2% dei cinesi sono morti». Fosse vero, dovrebbero essere passati a miglior vita 20 milioni di cinesi. In realtà, sono circa tremila. Che dire: urge quarantena obbligatoria contro le minchiate.

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STORICI, SCRITTORI E GIORNALISTI DI AUTOREVOLI TESTATE CONCORDANO CON PAOLO BROSIO
PER CHIESE APERTE CON LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA

Lo storico Franco Cardini, gli scrittori e giornalisti Antonio Socci e Renato Farina, sposano in pieno le tesi che ho perorato contro la chiusura della messa nelle chiese.
Ecco i due articoli di Socci e Cardini, quello di Farina lo trovate ad inizio di questo post:

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