Festa di San Francesco e novena

News

Festa di San Francesco e novena

Preghiera di venerdì 4 ottobre 2019

SAN FRANCESCO D'ASSISI,
LA RISCOPERTA DELL’ESSENZIALE

Cari amici,
oggi venerdì 4 ottobre 2019 si festeggia San Francesco d'Assisi. Vediamo subito la preghiera da Lui ispirata e la sua vita:

PREGHIERA A SAN FRANCESCO

Signore, fa di me
uno strumento della Tua Pace:
Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore,
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede,
Dove è errore, ch'io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.
Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché, così è:
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

- - - - - - - - - -

SAN FRANCESCO D'ASSISI:
La riscoperta dell'essenziale

LA VITA Della nascita di Francesco non si conosce con certezza né il giorno, né il mese e neppure l’anno. Comunemente, si accetta il 1182 come anno della sua venuta al mondo. Sia alla nascita che al fonte battesimale, il padre Pietro di Bernardone dei Moriconi, era assente, e la madre, la nobil donna Pica Bourlemont, d’origine provenzale, gli mise il nome Giovanni. Al ritorno dal viaggio di lavoro in Francia, il padre lo chiamò Francesco. Era una famiglia della borghesia nascente della città di Assisi. Riceve la prima formazione in famiglia, specialmente dalla madre Pica, molto devota e pia. Intorno ai 6 anni frequenta il primo grado di istruzione per 5 anni. Vi si insegnava a leggere e a scrivere non solo in latino (la propria lingua), ma anche in francese; a cantare inni liturgici e salmodia; e anche a misurare secondo i non facili calcoli del tempo. E molto probabile, invece, che, per la sua elevata condizione economica e per assicurarsi una qualsiasi apertura alla vita sociale o alla carriera militare, Francesco abbia frequentato anche un corso di formazione superiore, presso qualche abbazia vicina.

- - - - - - - - - - La crisi Prima del crollo definitivo di un progetto, c’è sempre un barlume di speranza, in cui l’uomo resta completamente solo con sé stesso, solo con la propria ambiguità, solo con l’essere di cui non si è potuto realizzare. Alla prima occasione, riemerge all’improvviso un guizzo dell’ideale desiderato. La campagna antimperiale, promossa dal papato nell’Italia meridionale, offrì a Francesco la possibilità di arruolarsi, per il raduno in Puglia. Così, tutto impettito nella lussuosa armatura militare a cavallo, e con profonda commozione e vivida speranza, prese commiato dai suoi cari in pena, dagli amici invidiosi e dalla ridente città natale. Il viaggio della speranza durò un sol giorno: nella tappa-sosta di Spoleto.

- - - - - - - - - - Episodio di Spoleto Che cosa è accaduto? Difficile dirlo. Solo congetture. Le Fonti ricorrono al soprannaturale con l’espediente della visione in sogno. Altre ipotesi: un improvviso riacutizzarsi della malattia; qualche dispetto di commilitone; la riflessione sulle finalità dell’arruolamento per guadagno e non per ideale; un ripensamento sull’inutilità della guerra per risolvere i problemi sociali... Questi e altri pensieri avranno turbinato nell’animo di Francesco, durante la prima notte della sua avventura militare. Il ritorno inatteso e solitario fa scalpore in Assisi. Un mormorio di curiosità e di dicerie passa di porta in porta e da bocca a bocca. I genitori assoporano l’amarezza della delusione. Francesco è provato dalle contrastanti emozioni, da cui si sente circondato dentro e fuori casa. Al rientro da Spoleto, divenne più riservato solitario e taciturno, ma anche più attento alle esigenze degli altri e più prodigo verso i poveri. Cominciò a percepire una maggiore sensibilità verso la caducità della vita e delle cose. Questo “distacco” gli permetteva di essere libero-da e dare un diverso gusto alla vita, con uno spiccato bisogno interiore di stare solo con sé stesso e di abbandonare ogni altra occupazione. Onde, la ricerca di luoghi solitari e impervi. Al distacco dalle cose, Francesco aggiunse anche il “silenzio” dalle cose, aprendosi all’origine della loro esistenza, tanto da provocare in lui profonda gioia interiore, e contribuire a dimenticare anche le precedenti sofferenze. Nel cuore di Francesco era tornato la gioia: aveva trovato il segreto che lo rendeva “libero” da ogni cosa e “aperto” a ogni realtà. 

- - - - - - - - - - Bacio al lebbroso Ne è un esempio l’episodio del “lebbroso”. Nel contado di Assisi erano abbastanza evidenti i segni della guerra: lutti miseria malattie carestia disordine morale... La mancanza di adeguate strutture per la prima assistenza concreta costringeva alcuni ad “arrangiarsi”, girovagando per le campagne deserte, in cerca di qualcosa per sopravvivere o per tranquillizzare l’animo esacerbato dalla lotta fraterna tra ricchi e poveri. Disumana, invece, era la condizione del malato di lebbra, lasciato solo con sé stesso in balia del suo male. In un momento della sua crisi, Francesco si aggirava per le campagne in cerca di tranquillità interiore, e si incontrò con un lebbroso. Superata l’istintiva ripulsa, lo abbracciò e gli consegnò il denaro che possedeva. Con questa nuova gioia, fece il pellegrinaggio a Roma, in S. Pietro, come “finto” povero. 

- - - - - - - - - - Preghiera al Crocifisso Ai piedi del Cristo crocifisso, per es., la preghiera si trasformò in contemplazione, fino all’immedesimazione: Francesco si trovava come sospeso tra la profondità della sua psiche e la trascendenza di Dio: “Sommo e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio, e dammi fede retta, speranza certa e carità perfetta, saggezza e conoscimento, o Signore, affinché io faccia il tuo santo e verace comandamento” (Preghiera davanti al Crocifisso, in K. Esser, Gli Scritti di S. Francesco d’Assisi, Ed. Messaggero, Padova 1982, pp. 452-453). L’invocazione di Francesco al Crocifisso segnò il momento decisivo della sua crisi. Anche l’espressione “ripara la mia casa che è in rovina”, gettò indicibile gioia nel cuore di Francesco, che si sentì investito della missione di riparare la cappella di S. Damiano. Anche l’episodio di Foligno perfeziona la sua volontà che lottava tra due sofferenze: quella per il disagio provocato all’ambiente familiare; e l’altra per l’ostacolo non superato a riparare la casa del Crocifisso per mancanza di fondi. Intensificò, perciò, raccoglimento e preghiera. Grande giovamento ricevette dall’ascolto di alcune espressioni evangeliche, diventate di moda per la diffusione ad opera dei movimenti pauperistici. Si ricordano alcune che dividono il cuore: “Se uno non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo” (Lc 14, 26); “Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo” (Lc 14, 33); “È più facile che un cammello entri nella cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli” (Mt 19, 24); “Chi avrà lasciato casa fratelli sorelle padre madre figli campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eternal” (Mt 19, 29); “Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello sorella e madre” (Mc 3, 35).

- - - - - - - - - - La dura decisione Mentre Francesco era tutto intento a gustare l’immensa gioia interiore, proveniente dalla Parola del Signore, ecco che gli venne notificato, dai messi dei Consoli di Assisi, la citazione di comparizione, avanzata dallo sconsolato padre, Pietro di Bernardone. Senza punto scomporsi e valendosi di una consuetudine, diffusa tra gli eremiti e i penitenti, si autodichiarò servus ecclesiae, sottraendosi così alla giurisdizione dell’autorità civile. Nella piazza, dove il Vescovo amministrava la giustizia, si presentò Francesco tra l’emozione di alcuni e la curiosità di molti. E compì la “dura” decisione della sua conversione.

- - - - - - - - - - La prima esperienza apostolica Il campo della primitiva esperienza è Assisi. Gli ascoltatori sono i suoi concittadini. Nel vederlo e ascoltarlo, alcuni consideravano Francesco un fallito e un pazzo, altri si lasciarono commuovere dalla sua scelta. La parola di Francesco usciva dal cuore per potenza e ricchezza d’amore. All’amore non si resiste, si risponde solo con amore. E Francesco, con parola semplice e d’amore infuocata, riusciva a risvegliare negli ascoltatori più benevoli quella scintilla d’amore divino, insito in ogni cuore, che dalla curiosità porta all’ammirazione e alla sequela.

- - - - - - - - - - I primi compagni Il primo gruppetto era composto da 5 amici, di cui due sacerdoti, Pietro e Silvestro; due laici, Bernardo ed Egidio; e lo stesso Francesco. Dopo l’esperienza in Assisi, per la quale era sufficiente l’autorizzazione del Vescovo per predicare il verbum exortationis, Francesco fu come spinto da un impulso interiore a travalicare i confini del contado, per espandere la fragranza della sua gioia nelle località limitrofe. Improvvisò così una piccola spedizione missionaria, inviando gli amici a due a due per le vicine città. Nel momento della verifica ad Assisi, Francesco si accorse delle reali difficoltà cui andava incontro il suo ideale e cominciò a pensare ai problemi di organizzazione. Come proposta viene fuori la necessità di dare al gruppo una organizzazione interna e garantirne la struttura giuridica. Per attuarla si decise di andare dal signor Papa, per chiedere la conferma al loro “propositum vitae”. Così, il gruppetto andò a Roma, ottenendo la conferma orale da parte di Innocenzo III.

- - - - - - - - - - La fondazione dell’Ordine La prima Regola, presentata da Francesco nel 1221 per l’approvazione da Roma, è detta non bollata, perché non ricevette alcuna conferma da parte del Papa. In un momento molto provato della sua vita, Francesco riuscì, con la collaborazione di frati esperti e della stessa curia romana, a scrivere una nuova Regola, che Onorio III approvava con la bolla Solet annuere del 29 novembre 1223. Così, dal 1223 nasceva la Regola bollata dell’Ordine dei Frati Minori, che regola a tutt’oggi la vita dei francescani. 

- - - - - - - - - - L’amore per la Terra Santa Nel primo Capitolo Generale dei Frati Minori del 1217, Francesco divise il mondo da evangelizzare in “province”: tra le undici appare anche quella di Terra Santa, che comprendeva Costantinopoli e il suo impero, la Grecia e le sue isole, l’Asia Minore, Antiochia, la Siria, la Palestina, l’isola di Cipro, l’Egitto e tutto il resto del Levante. Fu affidata alle cure di Frate Elia, figura preminente nella nascente fraternità, sia per il suo talento organizzativo, sia per la sua vasta cultura. Nel 1219, lo stesso Francesco volle visitare almeno una parte della Provincia di Terra Santa. Durante la sua presenza tra i Crociati, sotto le mura di Damietta, incontrò il Sultano d’Egitto, Melek-el-Kamel, nipote di Saladino il Grande. 

- - - - - - - - - - Il Natale di Greccio Amore e fantasia in Francesco vanno sempre insieme, per il suo animo naturalmente poetico. Lo si evidenzia principalmente nel Natale del 1223, in cui lo spirito poetico spinge Francesco a rappresentare l’evento storico dell’Incarnazione, che gli ricordava la discesa sulla terra dello stesso Dio, rivestito di umiltà povertà e innocenza, quasi a simboleggiare i tre voti della scelta esistenziale. Rappresentazione che spiritualmente si può leggere anche come un peana di ringraziamento per il dono ricevuto dell’approvazione della Regola dalla Chiesa, pochi giorni prima (29 novembre!). Così, nel bosco di Greccio, Francesco rievoca per la prima volta la rappresentazione natalizia: nasce il Presepe! Della sua vita, forse, questo sembra l’“episodio più delicato e anche più ardito”, da cui prende inizio l’arte nuova della pedagogia “realistica”, sganciata dall’imperante simbolismo: la rievocazione dei fatti evangelici o la Bibbia dei poveri.

- - - - - - - - - - L’ “ultimo sigillo” Il Natale non è disgiunto dalla Pasqua: ontologicamente la Pasqua precede e perfeziona il Natale. Di conseguenza, il Natale rivissuto da Francesco non poteva non proiettarsi verso la Pasqua, che, per sé, è sempre preceduta dalla sofferenza della Croce. Così, senza saperlo, Francesco si prepara a ricevere il “sigillo” pasquale sul sasso della Verna. Le sue richieste di “sentire nell’anima” la Croce, e di provare “nel cuore” la gloria della risurrezione vengono inaspettatamente assecondate dal Cristo, che, per lui, inventa il dono delle Stimmate. E così, Francesco, dal 14 settembre 1224, divenne un alter Christus. Il divin Poeta immortala l’evento con la terzina: “Nel crudo sasso intra Tevere ed Arno / da Cristo prese l’ultimo sigillo / che le sue membra due anni portarono” (Paradiso, XI, vv. 106-108). Il termine “sigillo”, raffigurante l’Agnus Dei, secondo l’uso dei lanieri, garantiva l’autenticità della merce soltanto dopo il terzo o “ultimo sigillo”. Applicato a Francesco voleva significare che, con le Stimmate o “ultimo sigillo”, la sua santità non aveva bisogno di altra autenticazione. Dopo l’episodio delle Stimmate, Francesco è certamente stanco e sofferente. Il Vicario Generale frate Elia, insieme al Vescovo Guido di Assisi cercarono di farlo riposare e curare. Venne ospitato a San Damiano da Chiara e le sue Sorelle. E qui, Francesco compose il suo capolavoro Il Cantico delle creature o, meglio, Il Cantico del Creatore.

- - - - - - - - - - La morte Gli ultimi due anni di Francesco furono certamente segnati con più profondità da “sorella sofferenza” sia per le Stimmate e sia per tutte le altre malattie del corpo. Nella primavera del 1226, mentre si trovava a Siena, sententosi mancare, dettò un “piccolo” Testamento. Dopo, mentre si trovava nel convento delle Celle a Cortona, ne fece scrivere un altro, l’ultimo, e volle che fosse legato alla Regola. Dalle sorgenti del fiume Topino, nei pressi di Nocera Umbra, dove si trovava, Fancesco si fece trasportare ad Assisi, alla Porziuncula, per esalare l’ultimo respiro al tramonto del 3 ottobre 1226. Il suo corpo, dopo aver attraversato Assisi e sostato in San Damiano, venne sepolto nella chiesa di San Giorgio, da dove, nel 1230, la salma venne trasferita nell’attuale basilica, due anni dopo la sua canonizzazione da parte di Gregorio IX con la bolla Mira circa nos del 19 luglio 1228, fissando la festa liturgica al 4 ottobre.

- - - - - - - - - - Il secondo Ordine o Clarisse Tutta Assisi parlava delle “bizzarie” del giovane Francesco, che viveva in povertà con i compagni laggiù nella pianura e che spesso saliva in città a predicare il Vangelo con il permesso del vescovo, augurando a tutti “pace e bene”. Nella primavera del 1209 aveva predicato perfino nella cattedrale di San Rufino, dove nell’attigua piazza abitava la nobile famiglia degli Affreduccio, e, sicuramente, in quell’occasione, fra i fedeli che ascoltavano, c’era la giovanissima figlia Chiara. Colpita dalle sue parole, prese ad innamorarsi del suo ideale di povertà evangelica e cominciò a contattarlo, accompagnata dall’amica Bona di Guelfuccio. Nella notte seguente la domenica delle Palme del 1211, abbandonò di nascosto il suo palazzo e correndo al buio attraverso i campi, giunse fino alla Porziuncola, dove chiese a Francesco di dargli Dio, quel Dio che lui aveva trovato e col quale conviveva. Francesco, davanti all’altare della Vergine, le tagliò la bionda e lunga capigliatura (ancora oggi conservata) consacrandola al Signore. Poi l’accompagnò al monastero delle benedettine a Bastia, per sottrarla all’ira dei parenti, i quali dopo un colloquio con Chiara che mostrò loro il capo senza capelli, si convinsero a lasciarla andare. Successivamente, Chiara e le compagne che l’avevano raggiunta, si spostò dopo alterne vicende, nel piccolo convento annesso alla chiesetta di San Damiano, dove, nel 1215, a 22 anni, Chiara fu nominata badessa; Francesco dettò per le “Povere donne recluse di San Damiano” una prima Regola di vita, nel 1215, sostituita da quella di Chiara, approvata il 9 agosto 1253 da Innocenzo IV. Il secondo Ordine costituisce l’incarnazione al femminile dell’ideale francescano.  

Fonti: Santiebeati.it - Il Messalino Ediz. Shalom

--------------------

 

- - - - - - - - - -

NOVENA A SAN FRANCESCO
NONO GIORNO, GIOVEDI' 3 OTTOBRE

Da pregare tutti i giorni dal 25 settembre al 3 ottobre 2019

Cari amici,
Siamo arrivati all'ultimo giorno della Novena a San Francesco, da pregare per nove giorni consecutivi, in preparazione della Festa di domani, 4 ottobre, dedicata al santo di Assisi:

PREGHIERA DEL NONO GIORNO
Perfetta immagine di Cristo Crocifisso, che portasti visibilmente nel tuo corpo i segni della nostra redenzione come preziosissime gemme che tenesti nascoste anche ai più intimi, fa' che partecipiamo con gioia alle sofferenze del nostro prossimo e, nel silenzio, uniti a Cristo, partecipiamo alla salvezza del mondo.

Padre Nostro,
Ave Maria,
Gloria al Padre

- - - - - - - - -

NOVENA A SAN FRANCESCO
OTTAVO GIORNO, MERCOLEDI' 2 OTTOBRE

Da pregare tutti i giorni dal 25 settembre al 3 ottobre 2019

Cari amici,
oggi penultimo giorno della Novena a San Francesco, da pregare per nove giorni consecutivi, in preparazione della Festa dedicata al santo di Assisi del 4 ottobre prossimo:

PREGHIERA DELL'OTTAVO GIORNO
Uomo fatto preghiera, patrono d'Italia, che appartieni non solo ad Assisi ma a tutta l'umanità e con la testimonianza evangelica spingi potentemente a servire la giustizia e la pace, fa' che i tuoi figli ed i tuoi devoti sappiano rispondere alle sfide di questo mondo con la mansuetudine e la coerenza di chi segue il Vangelo di Cristo.

Padre Nostro,
Ave Maria,
Gloria al Padre

- - - - - - - - - -

NOVENA A SAN FRANCESCO
SETTIMO GIORNO, MARTEDI' 1 OTTOBRE

Da pregare tutti i giorni dal 25 settembre al 3 ottobre 2019

Cari amici,
Siamo arrivati al settimo giorno della Novena a San Francesco, da pregare per nove giorni consecutivi, in preparazione della Festa dedicata al santo di Assisi del 4 ottobre prossimo:

PREGHIERA DEL SETTIMO GIORNO
Tutto Serafico in ardore, che sapesti accogliere nella preghiera ogni parola di Dio per poi realizzarla fedelmente, dacci la continuità nella preghiera per nutrire la nostra anima alla divina mensa e progredire sempre più nel cammino verso Dio e i fratelli.

Padre Nostro,
Ave Maria,
Gloria al Padre

- - - - - - - - - -

NOVENA A SAN FRANCESCO
SESTO GIORNO, LUNEDì 30 SETTEMBRE

Da pregare tutti i giorni dal 25 settembre al 3 ottobre 2019

Cari amici,
Iniziamo la settimana con il sesto giorno della Novena a San Francesco, da pregare per nove giorni consecutivi, in preparazione della Festa dedicata al santo di Assisi del 4 ottobre prossimo:

PREGHIERA DEL SESTO GIORNO
Cantore fervente di Maria che esaltasti come eletta dal Padre e consacrata dal Figlio diletto con lo Spirito Consolatore, fa' che anche noi come Lei diventiamo casa, tenda e palazzo di Dio in mezzo al mondo.

Padre Nostro,
Ave Maria,
Gloria al Padre

- - - - - - - - - -

NOVENA A SAN FRANCESCO
QUINTO GIORNO, DOMENICA 29 SETTEMBRE

Da pregare tutti i giorni dal 25 settembre al 3 ottobre 2019

Cari amici,
in questo ultima domenica del mese siamo arrivati al quinto giorno della Novena a San Francesco, da pregare per nove giorni consecutivi, in preparazione della Festa dedicata al santo di Assisi del 4 ottobre prossimo:

PREGHIERA DEL QUINTO GIORNO
Sposo fedele di Madonna Povertà che scegliesti sull'esempio di Cristo Signore come unica compagna della tua vita, concedi anche a noi di condurre una vita semplice e aperta alla condivisione con gli ultimi, gli emarginati ed i sofferenti di questo nostro difficile tempo.

Padre Nostro,
Ave Maria,
Gloria al Padre

- - - - - - - - - -

NOVENA A SAN FRANCESCO

QUARTO GIORNO, SABATO 28 SETTEMBRE
Da pregare tutti i giorni dal 25 settembre al 3 ottobre 2019
 
Cari amici,
in questo ultimo sabato del mese siamo arrivati al quarto giorno della Novena a San Francesco, da pregare per nove giorni consecutivi, in preparazione della Festa dedicata al santo di Assisi del 4 ottobre prossimo:
 
PREGHIERA DEL QUARTO GIORNO
Vero cantore di Dio nel suo creato,
che sapesti farti voce di ogni essere
ed esaltare il Signore in tutte le tue opere,
fa' che sappiamo accostarci
con rispetto ed amore
ad ogni creatura
per ammirare le meraviglie di Cristo.
Amen
 
Padre Nostro,
Ave Maria,
Gloria al Padre
 

- - - - - - - - -

NOVENA A SAN FRANCESCO

TERZO GIORNO, VENERDì 27 SETTEMBRE
Da pregare tutti i giorni dal 25 settembre al 3 ottobre 2019
 
Cari amici,
siamo arrivati al terzo giorno della Novena a San Francesco, da pregare per nove giorni consecutivi, in preparazione della Festa dedicata al santo di Assisi del 4 ottobre prossimo:
 
TERZO GIORNO
Vero cantore di Dio nel suo creato, che sapesti farti voce di ogni essere ed esaltare il Signore in tutte le tue opere, fa' che sappiamo accostarci con rispetto ed amore ad ogni creatura per ammirare le meraviglie di Cristo.
 
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

- - - - - - - - - -

LA NOVENA A SAN FRANCESCO D'ASSISI
SECONDO GIORNO, 26 SETTEMBRE 2019

Secondo giorno con la Novena a S. Francesco d'Assisi. Insieme pregheremo il santo tutti i giorni, dal 25 settembre al 3 ottobre, in attesa della Festa in Suo onore del 4 ottobre prossimo.

NOVENA A SAN FRANCESCO
SECONDO GIORNO, GIOVEDì 26 SETTEMBRE
Dal 25 settembre al 3 ottobre 2019

Cari amici,
oggi vediamo il secondo giorno della Novena a San Francesco, da pregare per nove giorni in preparazione della Festa dedicata al santo di Assisi:

SECONDO GIORNO
Santo d'Assisi, d'Italia e del mondo, che tanto ti prodigasti nella tua vita perché, superata ogni divisione e discordia, gli uomini si riconoscessero fratelli, dà anche a noi di impegnarci a cercare sempre in tutti i nostri fratelli le cose che ci uniscono. 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre:

- - - - - - - - - -

 

1° GIORNO - 25 SETTEMBRE
UBBIDIENZA PRONTA ALLA VOLONTA' DI DIO

S. Francesco, poco tempo dopo la sua conversione, quando già alcuni compagni si erano uniti a lui, era molto dubbioso su ciò che doveva fare: se dedicarsi totalmente alla preghiera con una vita contemplativa oppure operare per la salvezza del prossimo predicando il Vangelo.
Desiderava ardentemente conoscere la volontà di Dio e, poichè la sua grande umiltà non gli permetteva di fidarsi delle sue ispirazioni o della sua preghiera, mandò frate Masseo da due anime sante: frate Silvestro e sorella Chiara per chiedere loro di comandare al Signore, nella preghiera, quale fosse la strada che Gesù aveva tracciato per lui.
Frate Silvestro era uomo di grande santità e tutto ciò che chiedeva a Dio, l'otteneva. Per questo Francesco si era rivolto a lui. Frate Silvestro si mise subito in preghiera e ben presto ebbe la risposta. Anche Chiara e le sue compagne ebbero da Dio lo Stesso messaggio: "Iddio non t'ha eletto per te solo, ma ringraziando per la salute di molti" ("Dio non ti ha colmato di favori per te solo, ma anche per la salvezza di molti). 
Appena Francesco seppe la volontà di Gesù, si alzò dicendo: "Nel nome di Dio, andiamo".

PROPONIMENTO

Chiediamo a Dio, con la preghiera,
che ci illumini sulle scelte della nostra vita;
cerchiamo di imitare la prontezza e l'entusiasmo di Francesco nell'adempiere alla volontà di Dio.

Pater, Ave, Gloria

San Francesco, prega per noi.

Condividi su...