Oggi Giornata di Preghiera

Eventi ed Incontri

Oggi Giornata di Preghiera

-
GIORNATA DI PREGHIERA
CON PAOLO BROSIO ED IL GRUPPO "I FIGLI DELLA GOSPA, I FIGLI DI MARIA"
SABATO 7 SETTEMBRE 2019 - STAZZEMA (LU)

SANTUARIO MADONNA DEL PIASTRAIO
Stazzema (LU), Pieve di Santa Maria Assunta

Sabato 7 settembre 2019, primo sabato del mese e vigilia della Natività di Maria, torna la Giornata mensile di Preghiera che, in questa occasione, si svolgerà al Santuario della Madonna del Piastraio a Stazzema, in provincia di Lucca, patrona dei lavoratori di marmo delle Alpi Apuane.
La funzione liturgica sarà celebrata da don Simone Binelli.
Ecco il programma e subito dopo alcuni cenni sulla storia della Pieve romanica di Santa Maria Assunta dove ci ritroveremo per pregare insieme.

IL PROGRAMMA

• ORE 17.00  PARTENZA TUTTI INSIEME
Ritrovo al parcheggio della Chiesa di San Francesco a Vittoria Apuana (Forte dei Marmi - Lu) in via Padre Ignazio da Carrara.

• ORE 18.30  MEDITAZIONI DI TUTTI I MISTERI DEL ROSARIO
Meditazione di tutti i Misteri del Rosario come ci invita a fare la Madonna di Fatima
per la devozione al Cuore Immacolato di Maria ogni primo sabato del mese.

SANTO ROSARIO Meditato da Paolo Brosio ed ispirato alle riflessioni Mariane di Sua Eminenza il Cardinale Angelo Comastri, Vicario di Papa Francesco per la Santa Sede e per la Basilica di San Pietro.

• ORE 19.25  SANTA MESSA Con Adorazione Eucaristica prima della benedizione conclusiva. Celebrata da Don Simone Binelli.

• ORE 20.30  CENA CONVIVIALE al Ristorante della Antica Stazione di Sosta della via Francigena, su prenotazione, 30,00 euro tutto compreso.

Durante la Giornata di Preghiera è prevista l’animazione musicale a cura di Marilia Cornali ed Emanuele Somma.

Per Informazioni

OLIMPIADI DEL CUORE
Tel. 0584.752757  cell 338.7428498 / 346.4226391 / info@olimpiadidelcuore.it
Dal Lunedì al Venerdì 9.30-12.30 / 15.00-18.30  Il Sabato 9.30-12.30

--------------------
 

SANTUARIO MADONNA DEL PIASTRAIO
Pieve di Santa Maria Assunta, Stazzema (Lu)

Il Santuario  del Piastraio di Stazzema, con la miracolosa immagine della Madonna del Bell’amore, è situato in una posizione incantevole in mezzo ai monti della Versilia, all’interno del Parco delle apuane, in modo che si possa abbinare preghiera, meditazione e relax. Venne inaugurato nel 1821. Dove sorge ora il santuario nel sec. XVIII c’era una marginetta denominata del Piastraio perchè vicina a cave dove si ricavavano piastre per coprire i tetti delle case di montagna.
Era tenuta in grande venerazione e vi accudiva per la pulizia e manutenzione un vecchiarella, Bartolomea Bertocchi. Nel 1772, essendo l’immagine della Madonna alquanto deteriorata, la Bertocchi ne fece pitturare un’altra a Guglielmo Tommasi. E’ quella che si vede oggi nel Santuario e il suo titolo è “Madonna del Bell’Amore con il bambino e un ostensorio con l’Ostia Santa; a sinistra in adorazione, gli evangelisti S. Matteo e S. Luca.

Il Santuario si trova a Stazzema, vanta una lunga tradizione di fede e di grazie ed è diventato uno dei punti di riferimento per tutti i fedelissimi di Maria Santissima. Vi si accede con un breve sentiero che parte da Stazzema, oppure da una mulattiera che parte da Mulina, e  da un’altra mulattiera in via di restauro che parte dal Ponte Stazzemese (via Francigena). Nello splendido percorso che parte da Mulina si possono meditare le stazioni della Via Crucis.
 

LA PIEVE, BREVE STORIA

Secondo alcuni studiosi l’antica Pieve di Santa Maria Assunta venne costruita sui resti di un tempio pagano già edificato dai soldati romani e dedicato a Minerva. Il primo documento di questa Pieve depositato nell’archivio arcivescovile di Lucca è datato 871, mentre un altro è dell’anno 886.
Nel 1255 i Nobili della Versilia, alleati della Repubblica di Pisa e uniti alle comunità della Garfagnana, firmarono in questa chiesa un patto chiamato “Lega di Stazzema” contro il nemico comune lucchese. Per rappresaglia, nel 1272, i miliziani di Lucca incendiarono il sacro edificio distruggendolo.

La Pieve venne ricostruita con il materiale del vicino castello di Stazzema, che sorgeva a 300 metri sul canale delle Mulina: ancora oggi alcuni reperti, presenti all’interno e sul lato a ponente della chiesa testimoniano l’esistenza di un’antica fortificazione. Parte del materiale adoperato è in pietra arenaria, marmo venato, sasso morto e breccia. La chiesa fu rifabbricata ancora a una navata, con abside rivestita da bozze di marmo e pietra locale, ornata di fregi e piccole sculture, opera delle famose maestranze comacine. Le figurine antropo-zoomorfe della facciata, tutta in marmo bardiglio locale, rappresentano figure maschili, forse guerrieri, mentre originali elementi scultorei rimandano ai simboli degli evangelisti (bove, aquila e leone), altri sembrano rifarsi ai simboli zodiacali. Questi simboli compongono un insieme d’immagini derivanti dai bestiari medievali, di frequente impiego nelle rappresentanze artistiche dell’epoca.

Sulla porta centrale d’ingresso, detta comacina, poggia un arco ornamentale con tettoia. L’impostazione della dovrebbe essere opera, se non di Bonuccio Pardini, certamente di qualche suo allievo. Ultimo abbellimento della facciata, in ordine di tempo, è di recente affresco di Marcello Tommasi.

Il rosone è attribuito a Lorenzo Riccomanni (1431), autore anche di quello del Duomo di Pietrasanta . Il loggiato che collega il tempio alla canonica, costruito nel 1607, si compone di 3 eleganti arcate a tutto sesto e colonne di marmo ed è fondato sul muraglione-sperone e comprende parti dell’antica rocca. Delimitato da un muro a ponente, le 3 finestre furono chiuse a vetro per riparare dal vento, mentre il pavimento di piastroni è stato costruito con la breccia dorata proveniente dalle sottostanti cave a Rondone. Solo dieci anni dopo si aggiunse il pozzo cisterna per la raccolta delle acque piovane. Sotto il porticato, sul muro della chiesa, accanto alla porta, un’antica urna in marmo probabilmente del periodo romano imperiale (III° secolo).

Tra il XV° e il XVI° secolo iniziò una radicale opera di ampliamento che trasformò la chiesa da 1 a 3 navate, aumentando la profondità di una decina di metri, sopprimendo l’abside, aprendo 4 arcate e inserendo colonne in cipollino delle vicine cave a sorreggere gli archi. Per il fianco della navata di sinistra fu adoperato lo stesso bastione dell’antica rocca eretta in difesa della valle dai lucchesi nel 1740 in lotta con i genovesi, alleati dei fiorentini.

Per il fianco di destra fu usato il materiale tolto dalla demolizione dell’abside e dall’apertura degli archi. Nello spazio ricavato dal prolungamento della navata fu innalzato l’altare maggiore e costruito il coro. Sull’altare maggiore venne posto un trittico su tavola ad opera di Pietro da Talata, intitolato “Assunzione della Vergine”: al centro della tavola, in una trionfale mandorla, la Vergine consegna la sua cintura a San Tommaso, incredulo del miracolo dell’assunzione in cielo; nella parte inferiore del dipinto sono raffigurati 12 apostoli attorno al sepolcro vuoto di Cristo, ciascuno in atteggiamento particolare, di sconforto, di meditazione o di preghiera; completano il quadro le figure dei Santi Giustina e Giovanni Battista, 2 coppie di angeli ai lati della mandorla e altri 5 ai vertici del trittico. Il portale d’ingresso della sagrestia, recante la data 1499, attribuito a Lorenzo Stagi, in marmo bianco, presenta un fregio sotto la cornice, divisa da una ghirlanda di foglie di quercia. Il campanile, costruito fin dal XIV secolo a pietre quadrilatere del luogo, distrutto dai lucchesi nel 1470, appena ricostruito venne abbellito di campane. Colpito dalle saette, il campanile fu restaurato nel 1587, nuovamente colpita nel 1739, la torre venne rifatta secondo il disegno dell’ingegner Marco Veraci e terminata nel 1749.

Condividi su...